Niente dietro le quinte
Una sala sola e Antonella ai fornelli. Nessuna brigata nascosta, nessuna scorciatoia: la cucina è tutta qui, davanti a te.

Il sapore della Puglia di una volta, nel magnifico borgo di Locorotondo.
La taverna di Antonella

Una taverna di paese, nel cuore della Valle d'Itria.
Oltre l'arco di Via Papatodero, nel centro storico di Locorotondo, c'è una sala sola e una cucina a vista: chi si siede a tavola vede da dove esce quello che mangia.
Il menu cambia con le stagioni ma il modo di stare in cucina è sempre lo stesso: cotture lente, materie prime del giorno, ricette della Valle d'Itria. Niente brigata, niente carte vini chilometriche: c'è Antonella ai fornelli, qualche amica in sala, e una manciata di tavoli per chi ha voglia di mangiare quello che si mangia a casa, ma fatto bene.
Perché sceglierci
Una sala sola e Antonella ai fornelli. Nessuna brigata nascosta, nessuna scorciatoia: la cucina è tutta qui, davanti a te.
Lo stracotto sul fuoco dalla mattina, le orecchiette tirate a mano, il pane di giornata. Niente è veloce, perché niente deve esserlo.
Il ricavato dei primi due clienti del giorno parte per il Congo. Da un orfanotrofio a un ospedale costruito da zero. Antonella ci va, di persona, ogni anno.
La storia nel piatto




In Puglia le orecchiette si fanno a mano col pollice, una mossa che si tramanda di madre in figlia da almeno cinque secoli. La forma, dicono in Valle d'Itria, ricorda il tetto dei trulli. Servirle col ragù di braciole (involtini di carne ripieni di prezzemolo, aglio e pecorino, cotti per ore nel sugo di pomodoro) è il rito della domenica delle famiglie pugliesi.
Antonella le orecchiette le tira ancora a mano, una per una. Il ragù gira sul fuoco basso dalla mattina, perché la carne diventi morbida e il pomodoro denso. Quando arriva nel piatto ha avuto il tempo che gli serviva: quello che a casa, una domenica qualsiasi, non si trova più.
Recensioni
Nel cuore del centro storico di Locorotondo, un locale accogliente e caldo. Il servizio veloce, la cucina tradizionale, a vista, con pochi piatti ma ben cucinati. A gestire la taverna quattro donne, toste e lavoratrici. Siete speciali!
Galleria
Una sola cuoca, dal 1997

Antonella Scatigna ha aperto la taverna nel 1997, da autodidatta. Da quel giorno la cucina è sempre stata sua: nessuno ai fornelli al posto suo, nessuna scuola alle spalle, solo le ricette di famiglia e la curiosità di chi assaggia tutto.
La sceglie ogni mattina, la materia prima: verdure di stagione, legumi della Murgia, carni dei macellai di fiducia. Niente magazzino, niente fornitore unico: in cucina entra solo quello che ha scelto lei.
Negli anni le sue orecchiette sono finite su guide enogastronomiche italiane e straniere, e la taverna è diventata un punto di riferimento per chi passa da Locorotondo. In cucina però è cambiato poco: stessa pentola, stesso fuoco lento, stesse mani.
Ogni giorno il ricavato dei primi due clienti viene devoluto al progetto Mani unite per il Congo. È cominciato tutto con un orfanotrofio. Oggi Antonella e i suoi amici hanno finito di costruire un ospedale. Le cene di beneficenza restano un appuntamento fisso, organizzate con amici e colleghi del paese. Lei in Africa ci va davvero, ogni anno.
Prenotazione

Contatti
Via Papatodero 3, 70010 Locorotondo (BA)
Lun, Mar, Mer, Ven, Sab pranzo e cena · Dom solo pranzo · Giovedì chiuso · Agosto sempre aperti
+39 080 4313007
tavernadelduca@libero.it